IL TRIONFO DI UOLTER L'AMERIKANO
Non c'è tregua, nelle stanze del convento romano di via Sant'Andrea delle
Fratte 16: la minoranza socialdemocratica è pronta a dare battaglia, fino ad
arrivare (forse) alla scissione.
Bene, benissimo, penseranno alcuni: finalmente, anche da quelle parti, qualcuno
si è accorto del carattere fascistoide delle decisioni prese da Don Matteo
Renzi, e - dopo lunga e attenta riflessione - ha deciso di dire basta.
La Legge su Lavori (Jobs Act) è una porcata, i cacciabombardieri F35 Joint
Strike Fighters si continua a volerli nonostante gli stessi yanqui li ritengano
inaffidabili, il progetto della alta velocità/alta capacità ferroviaria è
sempre prioritario nonostante sia stata dimostrata la sua completa inutilità:
non si può dire che manchino i temi sui quali mandare a cag... l'Autocrate
Fiorentino.
Ma tutto questo, a Fra Pierluigi da Bettola ed i suoi accoliti, non interessa;
non si può mica protestare contro le scellerate decisioni politiche
dell'Ebetino Toscano: molto meglio metterlo in discussione sulla questione del
tesseramento.
In effetti, a ben vedere, chi protesta ha più di qualche ragione: nel 2007,
anno di nascita della mostruosa creatura sedicente democratica, gli iscritti -
ossia la platea che incoronò Uolter l'Amerikano segretario dello sgorbio
nascente, venendo per questo omaggiato di un attestato di 'socio fondatore' -
furono 3.554.169; a distanza di soli sette anni, da quel 14 ottobre 2007, si è
perso per strada il 97,50 per cento di quella massa di persone: attualmente gli
iscritti al Partito (sedicente) Democratico sono circa centomila.
Un trionfo per l'agente della Cia Icare, che da sempre sognava un partito
'all'amerikana': per contro un clamoroso tonfo per chi pensava che una simile
schifezza potesse essere attrattiva verso il popolo; tanto più ove si consideri
che - con il sistema delle primarie - un elettore ha maggiore voce in capitolo
rispetto ad un tesserato.
Genova,
05 ottobre 2014
Stefano Ghio - Proletari Comunisti Alessandria/Genova
http://pennatagliente.wordpress.com